Bruxelles e Merkel in pressing “Fate sbarcare gli immigrati”

Ci sono tutti. Dall’Onu all’Unhcr, passando per la Germania e l’Unione Europea.

Il caso della Aquarius, ancora al largo di Malta con i migranti in attesa che si risolva lo stallo tra La Valletta e Roma, ha aperto una nuova fase politica nella gestione europea dell’immigrazione. E mentre i medici della nave Ong fanno sapere di avere a disposizione viveri per solo 48 ore, sia Salvini che l’isola Stato tengono il punto.

Per il ministro Centinaio, Roma non aprirà i porti finché l’Europa non interverrà. Il premier maltese continua a inviare messaggi di distensione, ma considera una “questione di principio” il non permettere l’attracco dei 626 profughi di Sos Mediterranée. E l’Ue cosa fa? Resta in silenzio per quasi 24 ore, poi decide di non prendere posizione.

“Si tratta di una questione di legge internazionale e la Commissione Ue non ha competenze nel definire le missioni in acque internazionali e di ricerca e soccorso – ha detto infatti la portavoce della Commissione europea, Natasha Bertaud – La situazione è assai poco chiara, secondo la legge internazionale la decisione su dove una nave debba sbarcare rientra nel codice del Paese che gestisce la missione di ricerca e salvataggio. Ma la legge internazionale non dice che lo sbarco debba avvenire in quel Paese. Tutto quel che abbiamo è un insieme di criteri che possono aiutare a prendere la decisione”.

Per l’Ue l’unica cosa che conta è che si trovi una “veloce solizone” che la Commissione cercherà di favorire usando tutti i “mezzi diplomatici” a sua disposizione. “C’è prima di tutto un imperativo umanitario a- aggiunge la portavoce – parliamo di oltre 600 persone, compreso dei minori non accompagnati, la priorità delle autorità italiane e maltesi deve essere che queste persone” siano messe in sicurezza. Insomma: l’Ue se ne lava le mani e si limita a fare un “appello” affinché si arrivi a una “soluzione” e i migranti siano “sbarcati in una situazione il più possibile di sicurezza”.

E a un appello, per ora, si limita anche la Germania. Che, per voce della portavoce della Merkel, chiede a “tutte le parti” di rispettare “i loro doveri umanitari”. Doveri umanitari su cui fa leva anche l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, definendo la situazione cghe si è venuta a creare come “un imperativo umanitario urgente”. “Le persone sono in difficoltà – ha detto Vincent Cochetel, Inviato speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale – stanno esaurendo le provviste e hanno bisogno di aiuto in fretta. Questioni più ampie come chi ha la responsabilità e come queste responsabilità possano essere meglio condivise tra gli Stati dovrebbero essere esaminate più tardi”.

ilgiornale.it

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