“L’immacolata contraccezione”. Il party choc al centro sociale

 

Siamo il Paese che toglie Gesù dalle canzoni di Natale in “rispetto” degli alunni non cattolici.

Siamo il Paese che mette in soffitta il presepe per non dar fastidio alle altre religioni. Il Paese che in ossequio a multiculturalismo e buonismi vari s’interroga mille volte prima di parlare di migranti, omosessuali e rom. E se qualcuno non segue queste regole politicamente corrette rischia di finire marchiato col timbro di fascista, razzista e buzzurro.

Rispetto. Rispetto. Rispetto. La sinistra chiede riguardo per tutti, per i musulmani, per i buddisti, per le donne, i gay, le lesbiche, i trans ma non per i cattolici. Nessuno si scadalizza se un centro sociale utilizza la Madonna, la madre di Gesù, come sponsor di una festa con l’intento volutamente dissacratorio. Un party che storpia la festività dell’Immacolata Concezione traducendola in “immacolata contraccezione”.

Il festino “indecoroso e demachizzato” inizierà domani sera alle 22 e si concluderà “a tarda notte” (ma non troppo, il giorno dopo c’è il corteo No Tav). Si terrà all’AutAut357, uno “spazio sociale liberato” nato nel 2009 con l’occupazione di uno stabile in via delle Fontane. A presentare la “blasfemissima e indecorosissima” festa dell’immacolata contraccezione sarà Degeneriot, “gruppo che si interroga su genere, sessualità, corpi, relazioni, stereotipi ed aspettative sociali”.

Verrebbe da dire che, forse, avrebbe potuto interrogarsi pure sull’opportunità di dissacrareuna ricorrenza sentita da milioni di cittadini. Ma tant’è.

L’ingresso è gratuito, “ma consapevole”. Sono ovviamente banditi machisti, razzisti e fascisti. La serata prevede dalle musica live con una “queer rap da Bologna” e poi a seguire il djset “indecoroso”. “Questa serata – spiega il centro sociale antirazzista, antifascista e femminista – è pensata per provare a liberarsi dalle costrizioni di genere ed esperire un modo diverso di relazionarsi alle altre, agli altri e a se stess*!”. L’obiettivo è quello di “creare attivamente” uno “spazio libero dalla violenza, dal machismo, dai pregiudizi e dagli stereotipi di genere, un luogo dove tutt* possano sentirsi a proprio agio e liber* di esprimere se stess*”. A tutt* sarano garantiti preservativi gratuiti, una zona “de-macho” (?), brillantini, palletes e baffi finti. Tutto compreso, tranne il rispetto.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/

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